Se fosse solo timidezza?

Timidezza oppure Mutismo Selettivo

Può accadere che il Mutismo Selettivo sia scambiato per timidezza o per UN ALTRO DISTURBO. Anzi, purtroppo accade di frequente.

I bambini che soffrono di Mutismo Selettivo sono particolarmente sensibili e spesso il loro atteggiamento viene erroneamente scambiato per timidezza. La conseguenza di questa semplicistica interpretazione è che nelle fasi precoci del Mutismo Selettivo, quindi nel periodo della scuola dell’infanzia, gli adulti che interagiscono con questi bambini (pediatri, insegnanti, familiari, ecc.) NON diano sufficiente importanza a tale comportamento.

Un’errata valutazione del problema determina di frequente un consolidamento del disturbo che diventa evidente e quindi non più ignorabile nel momento dell’ingresso alla scuola primaria. Soprattutto, in questa seconda fase, può anche accadere che si interpretino i silenzi del bambino con una sua precisa volontà di NON parlare e vengano quindi considerati al pari di una provocazione, una sfida, un modo per sottrarsi alle regole, alle richieste, all’impegno o allo studio; possono pertanto innescarsi preconcetti e tentativi di forzatura, anche attraverso uno schema di premi-punizioni che può indebolire ulteriormente l’autostima del bambino.

Se diagnosticato immediatamente, nella maggior parte dei casi il Mutismo Selettivo può essere trattato e risolto con successo e in un tempo relativamente breve, al contrario una ritardata diagnosi potrebbe far vivere a bambino e famiglia un lungo e difficoltoso periodo di sofferenza e disagio.

 

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