I Giochi olimpici non sono solo un evento sportivo di portata mondiale, ma una vera scuola di vita; rappresentano un potente strumento educativo, capace di trasmettere valori fondamentali alle nuove generazioni. In studio mi sono trovata a chiacchierare e a commentare le gare con degli adolescenti. Tutti hanno affermato che lo sport è stato un mezzo importante di apertura al linguaggio verbale. Parlando di sé, hanno raccontato la fatica e la vergogna dei primi momenti, ma poi superata dal divertimento e dalla complicità di squadra.
Per gli adolescenti, che si trovano in una fase cruciale di crescita personale e sociale, il messaggio olimpico diventa una guida concreta per affrontare le sfide della vita quotidiana, perché l’importante non è vincere, ma partecipare. Questo messaggio, apparentemente semplice, è di enorme valore per i nostri ragazzi che vivono in un periodo in cui la pressione sociale e scolastica genera ansia da prestazione e chiusura. Imparare che l’impegno e la crescita personale contano più del risultato finale aiuta a sviluppare autostima e resilienza. E’ più facile aprirsi con il Mister del calcio o con la Maestra di danza e poi esportare il linguaggio verbale, attraverso i compagni di squadra, anche tra i banchi della scuola. Mi piace sempre ricordare che al termine di una Vacanzina, dove di giochi ne facciamo tanti, i partecipanti hanno affermato che avevano parlato con tutti perché si erano divertiti!
Ma nel divertimento non deve mancare il rispetto delle regole, degli avversari e anche di se stessi. I Giochi olimpici insegnano anche questo. Questo insegnamento è particolarmente importante in una fase della vita in cui si costruiscono le relazioni significative e si impara a gestire i conflitti, le ansie e le fatiche. Il successo non è improvvisato: è il risultato di impegno quotidiano e di costanza nel mettersi in gioco. Un aspetto particolarmente significativo è il coraggio di affrontare la sconfitta. Non tutti possono vincere, ma tutti possono imparare. Le immagini di atleti che, dopo una caduta o un errore, si rialzano e concludono la gara diventano simboli di forza interiore. Vedere questi esempi può trasformare la percezione dell’errore: non più motivo di vergogna, ma occasione di crescita. Questa consapevolezza è uno strumento prezioso per contrastare la cultura dell’immediatezza: ogni piccolo o grande passo per aprirsi alla parola richiede coraggio, impegno personale e collaborazione tra famiglia e scuola. Noi spesso parliamo di ”pazienza attiva” dove tutti fanno la loro parte, senza forzare i tempi, ma anche senza rallentarli.
Vedere atleti che si allenano duramente e non mollano di fronte alle difficoltà insegna l’importanza della costanza e della determinazione nel raggiungere i propri obiettivi. Molte discipline olimpiche, inoltre, coinvolgono il lavoro di squadra, educando alla collaborazione, alla solidarietà e al sostegno reciproco. Noi lo sappiamo bene quanto è importante saper chiedere aiuto e quanto fa crescere saperlo dare. Lo sperimentano i nostri bambini e i nostri adolescenti quando diamo loro l’opportunità di aiutarci o di aiutarsi reciprocamente.
In conclusione, i Giochi olimpici non sono solo un evento sportivo mondiale, ma una vera scuola di vita. Attraverso il rispetto, l’amicizia, la disciplina e il coraggio, trasmettono, anche a chi li ha seguiti da casa, valori universali capaci di ispirare obiettivi ambiziosi e a lavorare con passione per realizzarli.
Emanuela Iacchia – Psicologa e psicoterapeuta, Direttore del Comitato scientifico Aimuse