Ciao a tutti, sono S. Vorrei raccontarvi qualcosa che forse non avete mai sentito davvero dalla mia voce, qualcosa che nasce dal mio cuore.
A volte la mia voce sembra scomparire. Resta dentro di me, ferma, anche se io la sento forte, come un piccolo tesoro che vorrei far uscire. Non è che non voglio parlare. È che a volte il mio cuore batte troppo veloce, le mani diventano fredde, e le parole si spaventano. Si nascondono dentro un piccolo silenzio che io non riesco a controllare.
Quel silenzio può sembrare vuoto, ma dentro di me c’è un mondo pieno di emozioni, sogni e pensieri che vorrei condividere con voi. Negli ultimi mesi sto imparando a far respirare quel silenzio. Sto facendo cose che prima mi sembravano impossibili.
Uscire di più, partecipare ai compleanni, prendere il pullman, guardare negli occhi le persone e parlare piano piano… come una porta che si apre un pochino alla volta, lasciando entrare la luce.
E poi c’è una cosa che mi rende davvero felice: ora riesco a stare con i miei amici anche a casa mia. Fuori dalla scuola riesco a parlare con Elena, Giulia, Lorenzo, Paolo e anche con il fratellino Davide. Parlo con tante persone al di fuori della scuola, e questo per me è un cambiamento grande, che mi riempie di gioia e di orgoglio. Ho fatto gli audio quasi a tutti voi, e vi ringrazio tanto. Mi ha fatto piacere farvi sentire la mia voce, anche se a scuola a volte faccio fatica a parlare. Sapere che mi ascoltate mi fa sentire meno solo e più coraggioso. Per gli altri questi passi possono sembrare piccoli, ma per me sono giganti. E quando ci riesco, dentro sento una gioia così grande che quasi mi commuove.
A scuola però la mia voce ancora si blocca. So che forse vi chiedete perché. Non è perché non vi voglio bene. Non è perché non voglio partecipare. È solo che lì, in quell’ambiente, l’ansia diventa più grande, come un’ombra che copre la mia voce, e le parole si fermano prima di uscire. Ma io vi vedo. Vi ascolto. E a modo mio, vi voglio bene. Quando dimentico un compito, quando una verifica va male o quando faccio fatica in qualcosa… vorrei che poteste vedere quello che non si vede: la mia mente a volte è confusa, perché una parte di me sta lottando con l’ansia. Non è mancanza di impegno. È solo fatica. Una fatica che pesa, anche se non si nota.
E voglio dirvi anche che i miei genitori mi aiutano tantissimo. Ogni giorno sono accanto a me, mi sostengono, mi incoraggiano e mi fanno sentire che posso farcela. Il loro aiuto mi dà forza, mi fa sentire sicuro e meno solo. Perché io non sono sbagliato: sto solo facendo un percorso più lento, più delicato… ma pieno di luce e di speranza.
E ora vorrei dirvi grazie. Grazie per ogni sorriso, anche quando non riesco a rispondere. Grazie per ogni saluto silenzioso che mi fa sentire accolto. Grazie per ogni gesto gentile e per ogni volta che mi aspettate senza forzarmi.
Se la mia voce potesse uscire, direbbe questo: “Grazie per non farmi sentire solo.” “Grazie per rispettare il mio silenzio e farmi sentire al sicuro.” “Grazie per credere in me e nella mia forza.”
Un giorno parlerò anche a scuola, davanti a voi. Lo so. Lo sento crescere dentro di me come una piccola luce che non vuole più nascondersi. Non so quando succederà, ma succederà. E quando accadrà, sarà anche grazie a voi, che camminate al mio fianco con pazienza, gentilezza e affetto.
Per ora vi chiedo solo una cosa: continuate a volermi bene nel mio silenzio. Il mio silenzio parla. E vi sta dicendo “grazie”.
Con tutto il cuore, S.