Chi vuol conoscere Gennarino? Due genitori raccontano

Domenica 7 giugno non è stata semplicemente una bella giornata all’aria aperta. È stata una giornata speciale, di quelle che lasciano un segno positivo e ti fanno tornare a casa contento. Una giornata fatta di condivisione, sorrisi, piccoli passi e grandi emozioni. Una domenica dedicata all’esplorazione e alla convivialità, ricca di idee brillanti, pensate per permettere a tutti non solo di entrare in contatto con la natura, ma soprattutto di creare occasioni di avvicinamento tra genitori e bambini di ogni famiglia.

Tutto questo è stato possibile anche grazie all’energia contagiosa e alla straordinaria proattività della dottoressa Fernandes, un dono prezioso per Aimuse. La sua idea di creare e stampare delle liste di cose da cercare, toccare con mano e ascoltare è stata fondamentale: ha favorito incontri che, altrimenti, sarebbero stati più difficili. Ha coinvolto tutti e ci ha dato la possibilità di approcciare ai ragazzi con semplicità, chiedendo loro di mostrarci la propria lista e verificando insieme se avessero già trovato una cosa o l’altra, oppure aiutandoci con la nostra.

Non sempre è facile trovare il modo giusto per avvicinarsi. A volte si ha paura di sbagliare, di essere invadenti o di non trovare le parole adatte. Per questo il supporto del professor D’Ambrosio è stato così importante: ci siamo sentiti accompagnati, sostenuti e soprattutto incoraggiati a fare quel passo in più che spesso può fare la differenza.

La lista ad esempio è stata molto utile per avvicinarci ad una ragazza con mutismo selettivo. Guardando la sua, già tutta completata, le abbiamo chiesto di aiutarci a trovare l’albero con la faccina: una richiesta che ha accolto con piacere. Da quel momento sono arrivati sorrisi, parole e sguardi che hanno reso quel piccolo incontro qualcosa di speciale. Al momento degli abbracci – un’altra idea straordinaria, quella di trasformare simbolicamente le persone in alberi – abbiamo notato la sua voglia di abbracciarci e la serenità con cui lo ha fatto. Uno di quei momenti che sembrano durare pochi secondi, ma che restano impressi molto più a lungo.

Anche il pranzo al sacco è stato speciale: un vero momento di convivialità, durante il quale il semplice gesto di offrire qualcosa e condividere il cibo con gli altri ha reso naturale e spontaneo l’avvicinamento tra le persone. Un altro momento che ci ha colpito particolarmente è stato l’incontro con un bambino coetaneo di nostra figlia. All’inizio sembrava mantenere le distanze, ma attraverso giochi più dinamici, energici e coinvolgenti abbiamo visto nascere piano piano una connessione. Incoraggiandolo e condividendo il gioco con entusiasmo, si è aperto sempre di più nei nostri confronti.

Si era creata, in così poco tempo, una fiducia sincera e spontanea. Una fiducia che non si è fermata a quella giornata, ma che nei giorni successivi abbiamo continuato ad alimentare con messaggi e sorrisi. Allo stesso modo, anche i suoi genitori hanno trovato l’approccio giusto per avvicinarsi a nostra figlia. È stato bello osservare come, quando gli adulti si mettono in gioco con disponibilità e apertura, si creino opportunità reciproche di incontro. Non è stato soltanto un avvicinamento tra bambini, ma uno scambio autentico tra famiglie, fatto di piccoli passi, fiducia e comprensione reciproca.

Da genitori che imparano ogni giorno, osservando i propri figli ma anche le altre famiglie, abbiamo portato a casa una consapevolezza importante: quando scegliamo di esserci davvero, con attenzione, partecipazione e fiducia, possono accadere cose meravigliose. Noi genitori siamo molto più di semplici accompagnatori. Siamo il loro punto di riferimento, il loro coraggio, la loro forza quando affrontano qualcosa di nuovo. Non significa fare cose che non ci appartengono o forzare la nostra natura, ma avere il coraggio di metterci in gioco un po’ di più, di essere presenti con leggerezza, entusiasmo e fiducia.

Ogni occasione importante come questa può diventare un’opportunità preziosa, non solo per i nostri figli ma anche per noi genitori. E domenica abbiamo portato a casa proprio questo: la consapevolezza che, insieme, ogni piccolo passo può trasformarsi in una conquista straordinaria.

Antonio e Ornella, genitori di Isabel