Lisa parla sempre meno a casa e fuori non ci riesce affatto; Tommaso porta i capelli lunghi raccolti in una crocchia e si arrabbia facilmente con tutti; Matteo soffre per le angherie di suo fratello e con gli altri si comporta come lui; Greta non perde occasione per cercare di far ridere la sua amica; Maria fa di tutto per non affezionarsi a chi le vuole bene; Matilde somiglia alla Monna Lisa ma di immobile non ha proprio nulla e poi…
… Poi Iris, Nora, Paolo, Mattia, la professoressa Macchi, la psicologa, l’assistente sociale, tanti nomi per tanti pezzetti di vita che si intrecciano, punti di vista che si susseguono, ruoli che si incarnano e possibilità che si aprono.
Un racconto che offre scorci sulle luci e le ombre che fanno diventare la narrazione come l’obiettivo di una macchina fotografica: mette a fuoco, zooma, inquadra, scatta e rivela, crea un riquadro che fa come la sineddoche, ovvero mette il tutto in una piccola parte.
È bello poter attraversare un album narrativo come questo, un album senza disegni che però offre la possibilità di sapere cosa c’è dietro il silenzio, dietro la rabbia, dietro il rifiuto, dietro la cupezza, dietro ad espressioni e comportamenti che, se scegliamo di guardare oltre il nostro naso, ci appartengono (o ci sono appartenuti) molto più di quanto crediamo (o vogliamo ammettere).
Perciò l’uso in classe o a casa di questo libro è davvero facile, basta chiedere ai ragazzi di scegliere chi sentono più “affine” e più “distante” e poi, per il principio che ogni cosa che ci piace o detestiamo dice sempre qualcosa di noi, accompagnarli a ritrovarsi in quei nomi, con le paure e le risorse e, insieme a loro… andare oltre.
Titolo: Tutto quello che non diciamo
Autrici: Barbara Tamborini, Emanuela Iacchia
Anno di edizione: 2026
Casa editrice: DeAgostini