CORREVOCE

UN PERCORSO IN BICICLETTA LUNGO LA VIA FRANCIGENA, DA AOSTA A ROMA PER DIFFONDERE LA CONOSCENZA DEL MUTISMO SELETTIVO

Durante l’ultima assemblea dei soci noi referenti e consiglieri di AIMUSE continuavamo a dirci che dovevamo trovare un bel modo per celebrare i dieci anni di vita dell’associazione.Dopo qualche giorno ecco questa originale proposta , che tutti abbiamo accettato con entusiasmo.

Alessandro e Renato, due cicloviaggiatori vicini all’Associazione, hanno deciso di percorrere il tratto italiano della  Via Francigena in bicicletta per realizzare una campagna di  sensibilizzazione e informazione sul mutismo selettivo.

In piena autonomia da Aosta fino a Roma i nostri due amici saranno testimonial dell’Associazione, toccando diverse Regioni: Valle D’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Lazio e ogni tappa sarà l’occasione per coinvolgere le comunità con seminari, conferenze stampa ed eventi.

Molte le città e cittadine che saranno toccate dall’evento, tra cui: Aosta (punto di inizio), Ivrea, Vercelli, Mortara, Pavia, Orio Litta, Fidenza, Berceto, Aulla, Massa, Lucca, San Gimignano, Siena, Colle Val d’Elsa, Radicofani, Acquapendente, Montefiascone, Viterbo, Formello, La Storta e infine l’arrivo a Roma.

Non mancate di sostenere la nostra iniziativa, unendovi, anche per brevi tratti ai nostri due cicloamatori, accogliendoli e contribuendo a divulgare l’evento a livello locale. Il calendario degli incontri potete vederlo nella locandina. I dettagli saranno pubblicati su sito e social appena disponibili.

Potete seguire in tempo reale sulla pagina Facebook ReAl Experience il percorso dei  nostri due cicloviaggiatori.

Un resoconto dell’incontro a Lugo (RA) dello scorso 23 marzo

Una mattinata di importante formazione per insegnanti è stata quella dello scorso 23 Marzo a Lugo (RA), dove la Scuola Secondaria “F. Baracca” ha ospitato una settantina di partecipanti, la maggior parte docenti ma anche genitori e specialisti. L’incontro, partocinato dal Comune di Lugo, è stato il primo appuntamento di Aimuse in Emilia-Romagna in questo 2019, anno del decennale dell’Associazione, e settimo evento nella nostra regione degli ultimi due anni.

Gli interventi dei relatori sono stati aperti dai saluti iniziali, da parte della Prof.ssa Daniela Geminiani, Dirigente Scolastica dell’Istituto, insieme alla Dr.ssa Doris Cristo, dell’Ufficio Scolastico di Ravenna (che ha sostituito all’ultimo la Dr.ssa Agostina Melucci), e da parte dell’Assessore all’Istruzione del Comune di Lugo, Fabrizio Lolli, che hanno sottolineato l’importanza di conoscere e approfondire tematiche e difficoltà anche poco conosciute che riguardano i bambini e i ragazzi, proprio per sostenerli al meglio nel loro percorso scolastico e non solo.

Tengo in particolar modo a precisare che questa giornata è stata caldamente proprosta e sostenuta da un’educatrice dell’Istituto, Silvia Alberighi, che con la sua volontà e sensibilità ha permesso ad Aimuse di realizzare un evento di grande coinvolgimento.

Dopo l’introduzione della referente regionale dell’Associazione, Chiara Mistri, è stata data la parola alla Dr.ssa Chiara Vasumini, psicologa psicoterapeuta della Rete Aimuse presso il Centro di Terapia Cognitiva di Forlì, che ha passato in rassegna la “teoria” del Mutismo Selettivo – perchè, come dice Levi: “Non c’è niente di più pratico che una buona teoria” – facendo una panoramica che va dalle caratteristiche del disturbo alle linee di intervento utili per riconoscerlo e sapere come affrontarlo. Facendo anche capire che l’osservazione attenta delle situazioni e dei comportamenti è parte fondamentale della strategia d’intervento. Il suo preciso e completo intervento si è concluso con la proiezione di un breve video estratto dai Peanuts di Schultz: un video in cui Charlie Brown scopre che la delusione per un fallimento si può superare perchè in fondo”non è poi stata la fine del mondo”.

 

La parola è passata alla Dr.ssa Margherita Gurrieri, psicologa psicoterapeuta, che ha presentato il caso di un adolescente arrivato in terapia soltanto alle porte dell’esame di maturità, parlando di come, nonostante le reticenze della famiglia poco collaborativa ed evitante, nonostante la corsa contro il tempo per dare modo a questo ragazzo di arrivare a rispondere alle domande della commissione d’esame, almeno per iscritto in questo caso, il ragazzo abbia potuto poi proseguire il suo percorso nella fase in cui si sarebbe affacciato per la prima volta alla vita adulta, raggiungendo obiettivi che di volta in volta sono stati sempre più importanti per lui: prendere la patente, trovare un lavoro, rendersi autonomo, e soprattutto rispondere ad un “ciao, come stai?” detto dai colleghi con un “bene, e tu?”, dove quel “e tu?” è stata la parte più difficile, proprio perchè apre un mondo verso la comunicazione e la relazione con l’altro. La dottoressa ha accennato anche a nuove terapie di ultima generazione e alla mindfulness, una sorta di capacità, o “allenamento”, alla consapevolezza, a convivere con le sofferenze e le difficoltà della vita, passaggi inevitabili più o meno per tutti.

Una nuova prospettiva è stata introdotta dalla psicomotricista Fiorenza Paganelli, che ha parlato del gioco come elemento strategico per entrare in relazione e aprirsi all’altro. Perchè, come diceva Platone: “Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione”. L’attività psicomotoria proposta da Fiorenza si avvale di materiali non strutturati, elementi geometrici tridimensionali, da utilizzare come mattoncini di costruzione sui quali lasciar impostare il gioco lavorando con la fantasia e l’immaginazione, in modo tale da far intervenire un’idea, che invece con i giochi strutturati è già prestabilita. Il bambino sperimenta così un percorso di trasformazione attraverso la propria creatività, seguendo le risorse interiori che man mano egli mette in campo. Perchè, come diceva Winnicott, “E’ soltanto mentre gioca che l’individuo è in grado di essere creativo e fare uso dell’intera personalità, ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il sè”. Nell’attività psicomotoria si scopre il piacere condiviso dell’esporsi, permettendo di superare le ansie legate a quei pericoli percepiti che fanno poi congelare nel silenzio e nella chiusura tipica: la paura del giudizio, la vergogna legata all’esposizione di sè. Non solo, ma si dà spazio alle proprie emozioni, anche ai propri impulsi distruttivi, perchè non esistono emozioni sbagliate, e nel gioco può emergere nel bambino il bisogno di “distruggere” simbolicamente l’adulto per affermare sè stesso. Perchè noi non siamo le nostre emozioni, non siamo le nostre autodescrizioni, non siamo i nostri ruoli. E per capire questo si può proporre un esercizio esperienziale, ad esempio: se tu non fossi un pallavolista, saresti sempre tu? Se tu non fossi un medico, saresti sempre tu? Se tu non fossi un perfezionista, saresti sempre tu? Se tu non fossi timido e introverso, saresti sempre tu?

“Io non sono il mio mutismo selettivo”. E’ questo il messaggio che genitori, insegnanti, ragazzi e bambini stessi, devono fare proprio e assimilare. Perchè solo in questo modo, “dimenticandosi” del mutismo selettivo, sganciandosi da questa connotazione, si possono cogliere tutte le altre qualità, doti e passioni che riguardano proprio lui, quel bambino o ragazzo, e che rappresentano il piano su cui lavorare per aumentare fiducia e autostima necessarie a superare ogni paura. Anche la paura di parlare.

EMILIA-ROMAGNA. Incontro in-formativo a Lugo (RA) il 23 Marzo 2019

Si terrà Sabato 23 Marzo 2019 a partire dalle ore 10:00 l’incontro in-formativo organizzato da A.I.Mu.Se. e patrocinato dal Comune di Lugo (RA) sul tema del Mutismo Selettivo, presso la Scuola secondaria “F. Baracca” di Lugo (RA) in Via Emaldi 1.

Interverranno per i saluti istituzionali la Prof.ssa Daniela Geminiani, Dirigente Scolastica, la Dr.ssa Agostina Melucci, Dirigente Ufficio X Ambito Territoriale di Ravenna, e l’Assessore all’Istruzione del Comune di Lugo (RA) Fabrizio Lolli.

Parteciperanno come relatori la Referente regionale AIMuSe Chiara Mistri, la Dr.ssa Chiara Vasumini, specialista della Rete AIMuSe presso il Centro di Terapia Cognitiva di Forlì, la psicologa e psicoterapeuta Dr.ssa Margherita Gurrieri, la psicomotricista Fiorenza Paganelli, e infine Franca Turchetti, genitore di una bambina con Mutismo Selettivo.

L’iscrizione è gratuita ma obbligatoria, compilando il form sottostante. Sarà possibile richiedere l’attestato di partecipazione.

Si ringraziano, oltre a tutti i relatori, il Comune e la Scuola secondaria “F.Baracca” di Lugo (RA) per la collaborazione a questa importante iniziativa.

Bologna. L’incontro molto partecipato ed emozionante del 19 Ottobre 2018

Una sala prestigiosa come quella della Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio a Bologna è talmente suggestiva da creare ansia anche a noi, proprio mentre parliamo di come affrontare l’ansia!

Qui si è tenuto, lo scorso 19 Ottobre 2018, l’incontro in-formativo di AIMuSe dal titolo “Perchè non parli? Riconoscere e affrontare il mutismo selettivo a scuola e a casa”, realizzato grazie alla collaborazione con il Comune di Bologna.

L’evento ha visto la partecipazione di circa 140 persone: un’affluenza così alta e inaspettata rispetto a incontri precedenti tenutisi in Emilia-Romagna, che ha reso necessario un cambio di sede, per accogliere tutte le richieste dei numerosi insegnanti ed educatori, alcuni provenienti anche da fuori regione.

Dopo i saluti istituzionali del Dr. Gabriele Ventura, responsabile del settore istruzione del Comune di Bologna, ha introdotto l’argomento la referente regionale AIMuSe, Chiara Mistri, che ha presentato anche la nuovissima Guida di AIMuSe per genitori, insegnanti e specialisti, edita dalla Franco Angeli, dal titolo “Momentaneamente silenziosi”. In seguito il Dott. Giuliano Cuoghi, psicologo psicoterapeuta, ha inquadrato il disturbo nelle sue caratteristiche generali, dando consigli alle insegnanti e ai genitori presenti sia sulle cose da fare che su quelle da evitare, per poter gestire e superare al meglio le difficoltà legate al mutismo selettivo, alleggerendo anche l’intervento con la proiezione di un estratto dal film di Checco Zalone “Sole a catinelle” con la scena del bambino mutoselettivo nel momento in cui finalmente con lui si “sblocca”.

Sono poi intervenute due neuropsichiatre infantili, la Dr.ssa Simona Chiodo, che in quanto direttore responsabile dei servizi territoriali di Bologna ha presentato i dati della tipologia di utenza che si rivolge all’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile della città, e la Dr.ssa Giulia Magnani, che ha invece illustrato un interessante progetto realizzato con un gruppo di bambini mutoselettivi, in particolare appartenenti a famiglie di migranti. Lavorando in piccoli gruppi, in modo da ricreare una situazione simile a quella della scuola, del parco o della palestra, hanno utilizzato la comunicazione non verbale come canale di espressione delle emozioni e come facilitatore per il linguaggio, al fine di favorire in seguito la verbalizzazione delle emozioni stesse. Attraverso attività di gioco (giochi grafici, di mimo, realizzati coinvolgendo direttamente i bambini nella costruzione dei supporti visivi) i bambini vengono incoraggiati a usare il corpo per esprimersi, mimando ad esempio un animale, e a utilizzare i “baby-signs”, una semplificazione del linguaggio dei segni, non certo per rimarcare la loro difficoltà nella prestazione vocale, ma per facilitare la comparsa della voce proprio attraverso il gesto corporeo che lo accompagna. Altrettanta importanza è stata data al momento iniziale dei saluti, curando in particolare le modalità alternative di potersi dire “ciao” (alzando la mano, battendosi un “cinque”, passandosi una palla). Un altro momento a cui è stata data molta importanza è stato quello della merenda tutti insieme, proprio perchè nei bambini mutoselettivi una delle difficoltà che si presentano è quella dell’ansia rispetto al mangiare insieme agli altri, che talvolta si traduce in un rifiuto del cibo, pur di non mostrarsi agli altri durante l’atto di mangiare (tutto ciò che coinvolge la bocca riguarda l’oralità).

Il tema del mutismo selettivo nei migranti è stato poi approfondito dalla Dr.ssa Caterina Mirella Donato, psicologa specialista della Rete AIMuSe e insegnante, con l’esposizione di un caso trattato, dove il trauma migratorio interseca le sue dinamiche con il linguaggio, il coinvolgimento della personalità (impostata profondamente dalla lingua madre) e le difficoltà di comunicazione che sfociano nel silenzio. Un secondo tema accennato è stato quello dei fratelli nelle famiglie di mutoselettivi, sia per quanto riguarda i fratelli senza mutismo selettivo, sia nei casi in cui in famiglia ci sia più di un figlio che presenta il disturbo, anche nei casi di gemelli.

Infine, Romina Bracchi, referente AIMuSe per l’Umbria, ha emozionato i partecipanti con la sua testimonianza preziosa. Un momento davvero toccante l’ascolto del suo vissuto da bambina e adolescente “momentaneamente silenziosa”, accompagnato dalla proiezione dei suoi scatti artistici sul tema della comunicazione. Due frasi in particolare mi hanno colpita di più, una volta superato il blocco della parola: “la paura paradossale di non riuscire a dire tutto quello che finora non avevo detto” e ancora “ma perchè anche se adesso parlo, è ancora così difficile? Perchè le relazioni sono fatte di mille elementi, e la voce è soltanto una di queste”. E’ stato un contributo davvero speciale proprio perchè il racconto delle sue emozioni ed esperienze, oltre ad aver arricchito la teoria con le sensazioni reali e concrete di chi lo vive sulla propria pelle, ha anche lanciato un messaggio importante: dal mutismo selettivo se ne esce. E’ una condizione transitoria, per quanto possa essere più o meno lunga, che richiede tanta pazienza, molto lavoro, e una collaborazione sinergica tra famiglia, scuola e terapeuta, per riuscire a fare insieme quei piccoli passettini che sono necessari nel percorso verso la voce.

E’ stata ancora una volta, ancora di più, una giornata emozionante, grazie ad AIMuSe, ai relatori che sono intervenuti e a tutti i partecipanti. Il nostro augurio è sempre quello di aiutare per quanto possibile quegli insegnanti, quei genitori, quei professionisti e tutti coloro che si rivolgono a noi e si trovano a porsi mille domande di fronte a quell’incomprensibile momentaneo silenzio dei propri bambini e ragazzi. Un’altra occasione per raggiungere più persone possibile con il nostro messaggio di vicinanza e sostegno, in modo che nessuno si senta più da solo nell’affrontare il mutismo selettivo.

Chiara Mistri

Referente AIMuSe Emilia-Romagna

EMILIA-ROMAGNA. Incontro in-formativo a Bologna 19 Ottobre 2018

 

Si terrà a Bologna il prossimo 19 Ottobre 2018, dalle ore 16:00 alle ore 19:00, l’incontro in-formativo di AIMuSe gratuito e aperto a insegnanti, genitori, specialisti, educatori, pediatri e quanti interessati, dal titolo “PERCHE’ NON PARLI? Riconoscere e affrontare il Mutismo Selettivo a scuola e a casa“.  La Sala è quella del Comune di Bologna – che si ringrazia per la collaborazione – presso il Centro Ri.E.Sco. in Via Ca’ Selvatica, 7 a Bologna.

A T T E N Z I O N E ! ! !   

La SEDE dell’incontro è cambiata, per accogliere i numerosi iscritti: l’evento si svolgerà nella prestigiosa Cappella Farnese di PALAZZO D’ACCURSIO a BOLOGNA (Piazza Maggiore, 5). 

Interverranno:

Chiara Mistri – Referente AIMuSe Emilia-Romagna

Dr. Giuliano Cuoghi – Psicologo psicoterapeuta c/o Centro di Terapia Cognitiva di Bologna e docente c/o Scuola Bolognese di Psicoterapia

Dr.ssa Simona Chiodo – Neuropsichiatra infantile, Direttore F.F. UO NPIA Attività territoriale (SC)

Dr.ssa Giulia Magnani – Neuropsichiatra infantile, Psicoterapeuta, UOS NPIA Bologna Ovest

Dr.ssa Caterina Mirella Donato – Psicologa psicoterapeuta, specialista della Rete AIMuSe e insegnante

Romina Bracchi – Referente AIMuSe Umbria

La partecipazione è gratuita, ma per motivi organizzativi, è richiesta l’iscrizione all’evento sul nostro sito, compilando il form sottostante. A coloro che lo richiedono sarà possibile rilasciare attestato di partecipazione.

A T T E N Z I O N E !  ! !

Le iscrizioni a questo evento sono chiuse, per raggiungimento del limite di capienza della sala (Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio a Bologna). Grazie a tutti.

Per maggiori informazioni scrivere a chiara.mistri @ aimuse.it