Il caloroso abbraccio del reggino: un bellissimo seminario

 

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  • COSA : SCUOLA FAMIGLIA E MUTISMO SELETTIVO seminario formativo-informativo per DOCENTI
  • QUANDO: 24 giugno 2016
  • DOVE: Cinquefrondi – Provincia di Reggio Calabria (ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE FRANCESCO DELLA SCALA)
  • COME si è svolto:

Nonostante il caldo, il temporale estivo e la data, abbondantemente oltre la fine delle lezioni, erano ben 70 i docenti presenti all’evento, tutti attentissimi, partecipi e disponibili a restare ben oltre i tempi preventivati.

Quanto è bello quando le cose vanno così?

Quanto rincuora, rinforza, convince e motiva una simile risposta?

TANTO, perché ripaga della fatica, dell’impegno e della frustrazione che a volte fa capolino.

Grazie all’intelligente passione della Professoressa Simona Marra, docente che si è fatta carico di proporre il seminario in questo comune del reggino, e all’attenzione del corpo dirigente dell’Istituto, oggi è stata una mattina stimolate, utile e davvero proficua, conclusa con una inaspettata coccola saporita: un enorme vassoio di dolci che ci ha sorprese dandoci l’arrivederci.

Come ormai consolidato, lo svolgimento è quello noto: dopo l’introduzione della Vicaria della dirigente dell’ITC, il seminario ha avuto il suo avvio ad opera della Dr.ssa Paola Ancarani e si è concluso con il prezioso intervento della musicoterapista Dr.ssa Sonia Falcone.

Il caloroso abbraccio del reggino ha reso questa mattinata degna di nota!

Il prossimo evento, l’ultimo per questa prima parte del 2016, sarà in provincia di Cosenza, ad Acri, il 27 giugno.

Speriamo di completare in bellezza.

LONCADINA seminario docenti 24 giugno 2016

Laboratorio per docenti: UNA MAGNIFICA ESPERIENZA

LONCADINA seminario docenti 15 GIUGNO 2016

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  • COSA : AFFRONTARE IN AULA IL MUTISMO SELETTIVO – laboratorio di approfondimento per docenti
  • QUANDO: 15 giugno 2016
  • DOVE: Cosenza (ISTITUTO COMPRENSIVO DI TAVERNA DI MONTALTO)
  • COME si è svolto:

 

Il laboratorio segue il seminario formativo-informativo che è stato inteso come propedeutico per poter partecipare alle attività tutte esperienziali previste per questo laboratorio aperto a massimo 50 docenti.

Ebbene erano 56.

Le attività hanno avuto una durata complessiva di 2 ore e mezza durante le quali i docenti presenti sono stati impegnati no stop, senza pause, in simulate con role play, che hanno consentito loro di sperimentare in primissima persona cosa vuol dire essere un bambino muto selettivo.

Nessuna descrizione può rendere appieno lo sguardo, le vibrazioni nella voce, l’intensità delle espressioni di questi insegnanti, che hanno sentito davvero la paura, il blocco, l’inibizione, l’ansia, la vergogna nonché il senso di paura, di frustrazione e di impotenza che derivano dal non riuscire a parlare neppure per chiedere di fare pipì.

La formazione tutta esperienziale in cui si è riassunto l’intero laboratorio ha visto in aula alla conduzione la Dr.ssa Paola Ancarani, Counselor Trainer e Mediatore Familiare, Referente A.I.Mu.Se. per la Calabria, in co-conduzione la Dr.ssa Sonia Falcone, Musicoterpista, già presente ed attiva nel primo seminario, e la collaborazione della Sig.ra Antonietta Carnovale, Counselor e Play Therapist.

Le foto delle attività consentono di vedere con i propri occhi quanto intenso, efficace e istruttivo sia stato questo evento, consolante occasione per verificare quanti insegnanti abbiano davvero voglia di fare di più e di meglio.

È un conforto per tutti saperlo, segnale forte che speriamo si diffonda ovunque!

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Castrovillari: è andata bene anche stavolta

LONCADINA seminario Conoscere il MS - 3 giugno 2016

Eravamo circa in 30, un pubblico eterogeneo composto da educatori, insegnanti, genitori, farmacisti e persone interessate a saperne di più in merito al mutismo selettivo.

La partecipazione altissima e acuta dei presenti è stata arricchita dalla testimonianza spontanea di una mamma, che ha raccontato di essere stata lei stessa muta selettiva e di avere usato le strategie personali, messe a punto quando era ragazza e viveva nel silenzio, per aiutare suo figlio, anche lui muto selettivo e ora finalmente libero di parlare.

Anche uno dei farmacisti in aula ha raccontato di essere rimasto colpito da questa condizione quando, circa 15 anni fa, l’ha sentita nominare per la prima volta, rendendosi conto in quel momento di essere tra i tantissimi che non avevano idea di cosa implicasse e che purtroppo non molto è cambiato ad oggi rispetto alla consapevolezza sociale.

Tutti hanno apprezzato gli interventi, chiudendo l’incontro con un applauso spontaneo che ha siglato il quarto passo in Calabria per rompere il muro del mutacismo.

SAN FILI: Resoconto del seminario del 25 maggio 2016

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  • COSA : SCUOLA FAMIGLIA E MUTISMO SELETTIVO seminario formativo-informativo per DOCENTI
  • QUANDO: 25 maggio 2016
  • DOVE: Cosenza (ISTITUTO COMPRENSIVO DI SAN FILI)
  • COME si è svolto:

 

Ancora una volta l’iniziativa è stata un successo: 70 gli insegnanti presenti in aggiunta a circa 10 genitori, per un totale di 80 persone. Particolare degno di nota è che tra gli insegnanti c’erano anche docenti provenienti dalla costa tirrenica (Belvedere, Paola, Fuscaldo, Lamezia), segno che l’interesse sta crescendo e che la voglia di fare un buon lavoro nelle aule è tanta.

La stupenda sorpresa ce l’hanno fatta gli studenti dell’ITC di San Fili, che hanno dato il benvenuto a tutti con una performance d’orchestra davvero ben svolta. Hanno suonato Beethoven, Vivaldi ed il tema del magnifico film La vita è bella.

Le attività hanno poi preso il via con l’intervento di apertura della dirigente Prof.ssa Angela Corso, che ha inquadrato le teorie dell’apprendimento, puntando l’attenzione sulla necessità di tradurre dette teorie in azioni pratiche, che affermino il ruolo dell’insegnante come Coach che facilita e guida gli alunni ad imparare ad imparare.

È seguito poi il focus sul tema del Mutismo Selettivo ad opera della Dr.ssa Paola Ancarani e con l’intervento conclusivo sull’approccio musico terapeutico e il valore comunicativo del suono NON parlato ad opera della Dr.ssa Sonia Falcone.

Infine hanno avuto spazio le domande e le esperienze dei docenti, con un ricco confronto che ha visto porre in evidenza le buone pratiche già attuate da chi ha avuto a che fare con studenti muto selettivi. Alla domanda: quanti di voi hanno avuto in classe almeno un alunno muto selettivo? Le mani che si sono alzate hanno superato la metà degli insegnanti presenti, il che fa rabbrividire, soprattutto se si tiene conto di quanto ancora sia ignorato il problema e quanto ancora si pensi, erroneamente, che sia raro.

Ha siglato la chiusura dell’evento la testimonianza di Maria, 18 anni, ex muta selettiva, che ha scritto, in occasione di un evento tenutosi a Roma la scorsa settimana, la sua esperienza di bambina e ragazza con questa condizione.

La Dr.ssa Ancarani ha letto le parole di Maria, che, a parere unanime, ha avuto il potere di commuovere e rinforzare ogni parola detta durante l’incontro.

In Calabria il movimento che rompe il silenzio che NON è d’oro avanza ancora di qualche passo.

LONCADINA seminario docenti 25 maggio 2016

Roma, incontro per genitori e specialisti

AIMUSE_SPORTELLO ASCOLTO_BASE NEUTRASi è svolto a Roma nel pomeriggio di sabato 21 maggio, nella sala gentilmente messa a disposizione dal Cesform,  un incontro riservato ai genitori e specialisti del Lazio. La partecipazione è stata ampia, il clima disteso ha favorito il dialogo e lo scambio di esperienze. Oltre a una trentina di genitori,  hanno partecipato le psicoterapeute Anna La Prova, Nicoletta Lana e Ilaria Pallagrosi, che hanno preso attivamente parte al dibattito, rispondendo alle domande dei genitori e chiarendo i loro dubbi. Tra i principali temi trattati, la necessità della individuazione precoce del disturbo, e quindi l’importanza di portare avanti la campagna di informazione nelle scuole – in particolare in quelle dell’infanzia e primaria; le problematiche legate ai BES e alle difficoltà incontrate a scuola, soprattutto da bambini più grandi e dagli adolescenti.  Si è parlato anche delle ultime iniziative di AIMuSe sia nel Lazio che nel resto d’Italia, del rinnovato sito internet e dei progetti futuri. Il momento conviviale al termine della riunione ha permesso di approfondire la conoscenza e l’affiatamento tra i partecipanti.  All’incontro è intervenuta Maria, ragazza diciottenne che ha superato il MS e che ha voluto raccontare la sua esperienza e rispondere alle domande di g20160521_175654enitori e terapeute. La sua testimonianza è stata molto toccante; Maria ha raccolto in un testo alcuni consigli per tutti gli adulti che hanno a che fare con bambini e ragazzi con MS:

Ci sono varie cose che mi mettevano a disagio, una di queste era quando mi chiedevano perché non parlavo; neanche io sapevo dare una risposta a questa domanda, perciò mi infastidiva molto.  ‘’Perché non parli’’? E’ la classica domanda che si fa quando si ha davanti un bambino o bambina con mutismo selettivo. Ma fidatevi, è completamente inutile chiederglielo, non lo sanno neanche loro. Un’altra cosa che mi infastidiva è quando insistevano per farmi parlare, mi venivano letteralmente i crampi allo stomaco, mi sforzavo ma era tutto inutile, la mia voce non usciva. Per me era un incubo. Tutti che desideravano sentire la mia voce, troppe aspettative su di me. Anche questo è inutile, cercare di insistere con il bambino per farlo parlare, non vi porterà a nulla, crescerà ancora di più la sua ansia e non otterrete nulla; ognuno ha i suoi tempi, bisogna dimenticarsi che il bambino non parli e non forzarlo a parlare. Ricordo un episodio in particolare, durante la prova di una recita alle elementari ho parlato; non potete capire la reazione della mia maestra, mi ha abbracciato, ed io ho provato molto imbarazzo, ricordo, tutta l’attenzione era su di me, quella situazione non ha fatto altro che crescere la mia paura di parlare. Perciò, se mai il bambino dovesse iniziare a parlare, non fate feste; dimostrate che siete contenti, ma vivetela come una cosa normale, anche se vorreste urlare dalla gioia.  Un altro problema, soprattutto a scuola, è dover chiedere di andare in bagno. Io non l’ho mai fatto, tuttora ho questo problema e questo ha comportato i suoi problemi, fidatevi. La cosa che trovo strana è che tutti mi chiedono come faccio a resistere sei ore senza andare in bagno, infatti non resisto, chi resisterebbe? Nessuno immagino. Io mi vergognavo, si avrei potuto scrivere di poter andare in bagno, ma poi sarei stata la sola a portare il foglio alla maestra, era quello il problema. Consiglio agli insegnanti una cosa: inventatevi un segno che sta ad indicare che il bambino deve andare in bagno e fatelo valere per tutta la classe, così non si sentirà solo. Anche i genitori: se state fuori casa vi consiglio di prestare molta attenzione ai vostri figli, perché non vi chiederanno di andare in bagno, io lo facevo capire con i gesti.  Un altro disagio che avevo a scuola era il fatto di non riuscire a socializzare, ero letteralmente isolata, stavo sempre in un banchetto da sola e questo di certo non mi faceva bene, non mi sono mai integrata con la classe e i miei compagni non si sono mai integrati con me, c’era un forte disagio da entrambi le parti; ma non bisogna banalizzare il problema, tutti hanno bisogno di rapportarsi con gli altri, altrimenti il cervello impazzisce. Nell’adolescenza è difficile gestire la cosa, ecco perché si deve partire fin da subito. Perciò insegnanti fate in modo che il bambino stia sempre vicino a qualche compagno, inventatevi giochi, attività che possano permettere al bambino con mutismo e ai suoi compagni di integrarsi, di conoscersi meglio. Molto spesso è paura, ma si dovrebbe cercare di far capire che il bambino con mutismo selettivo è un bambino normalissimo come tutti gli altri, preferisce comunicare in altri modi; vi prego fatelo, non sapete uno stato di solitudine cosa può creare in questi bimbi. Non fateli sentire diversi. Non fategliene una colpa, perché non è colpa loro. Ricordatevi che il bambino non è che non vuole parlare, non può parlare, non ci riesce, è come se avesse un nodo in gola, è tutto dovuto a una forte ansia. Per i genitori: cercate di farli uscire più spesso, farli stare di più all’aria aperta, perché non bisogna tenerli sempre chiusi nel loro guscio familiare, è importante che imparino ad aprirsi agli altri, se avete notato qualche sintomo di mutismo, contattate immediatamente dei terapeuti.   (Maria, 18 anni)