EMILIA-ROMAGNA. CorreVoce a Fidenza (PR) il 4 Ottobre 2019

Incontro informativo gratuito con iscrizione obbligatoria compilando il seguente form:

 

Un resoconto dell’incontro a Lugo (RA) dello scorso 23 marzo

Una mattinata di importante formazione per insegnanti è stata quella dello scorso 23 Marzo a Lugo (RA), dove la Scuola Secondaria “F. Baracca” ha ospitato una settantina di partecipanti, la maggior parte docenti ma anche genitori e specialisti. L’incontro, partocinato dal Comune di Lugo, è stato il primo appuntamento di Aimuse in Emilia-Romagna in questo 2019, anno del decennale dell’Associazione, e settimo evento nella nostra regione degli ultimi due anni.

Gli interventi dei relatori sono stati aperti dai saluti iniziali, da parte della Prof.ssa Daniela Geminiani, Dirigente Scolastica dell’Istituto, insieme alla Dr.ssa Doris Cristo, dell’Ufficio Scolastico di Ravenna (che ha sostituito all’ultimo la Dr.ssa Agostina Melucci), e da parte dell’Assessore all’Istruzione del Comune di Lugo, Fabrizio Lolli, che hanno sottolineato l’importanza di conoscere e approfondire tematiche e difficoltà anche poco conosciute che riguardano i bambini e i ragazzi, proprio per sostenerli al meglio nel loro percorso scolastico e non solo.

Tengo in particolar modo a precisare che questa giornata è stata caldamente proprosta e sostenuta da un’educatrice dell’Istituto, Silvia Alberighi, che con la sua volontà e sensibilità ha permesso ad Aimuse di realizzare un evento di grande coinvolgimento.

Dopo l’introduzione della referente regionale dell’Associazione, Chiara Mistri, è stata data la parola alla Dr.ssa Chiara Vasumini, psicologa psicoterapeuta della Rete Aimuse presso il Centro di Terapia Cognitiva di Forlì, che ha passato in rassegna la “teoria” del Mutismo Selettivo – perchè, come dice Levi: “Non c’è niente di più pratico che una buona teoria” – facendo una panoramica che va dalle caratteristiche del disturbo alle linee di intervento utili per riconoscerlo e sapere come affrontarlo. Facendo anche capire che l’osservazione attenta delle situazioni e dei comportamenti è parte fondamentale della strategia d’intervento. Il suo preciso e completo intervento si è concluso con la proiezione di un breve video estratto dai Peanuts di Schultz: un video in cui Charlie Brown scopre che la delusione per un fallimento si può superare perchè in fondo”non è poi stata la fine del mondo”.

 

La parola è passata alla Dr.ssa Margherita Gurrieri, psicologa psicoterapeuta, che ha presentato il caso di un adolescente arrivato in terapia soltanto alle porte dell’esame di maturità, parlando di come, nonostante le reticenze della famiglia poco collaborativa ed evitante, nonostante la corsa contro il tempo per dare modo a questo ragazzo di arrivare a rispondere alle domande della commissione d’esame, almeno per iscritto in questo caso, il ragazzo abbia potuto poi proseguire il suo percorso nella fase in cui si sarebbe affacciato per la prima volta alla vita adulta, raggiungendo obiettivi che di volta in volta sono stati sempre più importanti per lui: prendere la patente, trovare un lavoro, rendersi autonomo, e soprattutto rispondere ad un “ciao, come stai?” detto dai colleghi con un “bene, e tu?”, dove quel “e tu?” è stata la parte più difficile, proprio perchè apre un mondo verso la comunicazione e la relazione con l’altro. La dottoressa ha accennato anche a nuove terapie di ultima generazione e alla mindfulness, una sorta di capacità, o “allenamento”, alla consapevolezza, a convivere con le sofferenze e le difficoltà della vita, passaggi inevitabili più o meno per tutti.

Una nuova prospettiva è stata introdotta dalla psicomotricista Fiorenza Paganelli, che ha parlato del gioco come elemento strategico per entrare in relazione e aprirsi all’altro. Perchè, come diceva Platone: “Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione”. L’attività psicomotoria proposta da Fiorenza si avvale di materiali non strutturati, elementi geometrici tridimensionali, da utilizzare come mattoncini di costruzione sui quali lasciar impostare il gioco lavorando con la fantasia e l’immaginazione, in modo tale da far intervenire un’idea, che invece con i giochi strutturati è già prestabilita. Il bambino sperimenta così un percorso di trasformazione attraverso la propria creatività, seguendo le risorse interiori che man mano egli mette in campo. Perchè, come diceva Winnicott, “E’ soltanto mentre gioca che l’individuo è in grado di essere creativo e fare uso dell’intera personalità, ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il sè”. Nell’attività psicomotoria si scopre il piacere condiviso dell’esporsi, permettendo di superare le ansie legate a quei pericoli percepiti che fanno poi congelare nel silenzio e nella chiusura tipica: la paura del giudizio, la vergogna legata all’esposizione di sè. Non solo, ma si dà spazio alle proprie emozioni, anche ai propri impulsi distruttivi, perchè non esistono emozioni sbagliate, e nel gioco può emergere nel bambino il bisogno di “distruggere” simbolicamente l’adulto per affermare sè stesso. Perchè noi non siamo le nostre emozioni, non siamo le nostre autodescrizioni, non siamo i nostri ruoli. E per capire questo si può proporre un esercizio esperienziale, ad esempio: se tu non fossi un pallavolista, saresti sempre tu? Se tu non fossi un medico, saresti sempre tu? Se tu non fossi un perfezionista, saresti sempre tu? Se tu non fossi timido e introverso, saresti sempre tu?

“Io non sono il mio mutismo selettivo”. E’ questo il messaggio che genitori, insegnanti, ragazzi e bambini stessi, devono fare proprio e assimilare. Perchè solo in questo modo, “dimenticandosi” del mutismo selettivo, sganciandosi da questa connotazione, si possono cogliere tutte le altre qualità, doti e passioni che riguardano proprio lui, quel bambino o ragazzo, e che rappresentano il piano su cui lavorare per aumentare fiducia e autostima necessarie a superare ogni paura. Anche la paura di parlare.

Vacanzine Terapeutiche 2019

 

Carissimi ragazzi e genitori,

Siamo felici di comunicarvi che anche quest’anno Aimuse organizza la “Vacanzina”, un Progetto di Terapia Residenziale per aprirsi alla parola.

La “Vacanzina” è un’ esperienza di  Terapia Residenziale Intensiva per adolescenti e giovani  con Mutismo Selettivo,  riconosciuta per la sua efficacia a livello nazionale  e mondiale.  I ragazzi,  sotto la guida di  psicoterapeuti e di animatori esperti, sperimenteranno la possibilità di vincere la paura attraverso il coinvolgimento  divertente in attività che, in un crescendo, di giorno in giorno, invoglia il linguaggio verbale.

Molti sono i risultati raggiunti e mantenuti dai ragazzi  che vi partecipano, oltre alla bella amicizia che si crea tra loro e li porta a continuare le chiacchiere e le conversazioni al di là del periodo della Terapia.  Le aperture sono  molte e in tutti i campi, i ragazzi alla fine delle giornate di Terapia Residenziale sono più sereni e hanno in loro un grande desiderio di aprirsi agli altri attraverso strategie imparate e sperimentate.

La nostra proposta prevede 5 giorni e 4 notti, dal 15 Luglio al 19 Luglio ad Armeno, sul Lago d’Orta, da trascorrere seguendo un programma giornaliero che vedrà i ragazzi impegnati in attività su misura per loro, laboratori del fare e del sentire, musica, sport, così da favorire la socializzazione progressiva in un clima calmo, rassicurante e divertente.

La strategia è divertirsi con nuovi amici scegliendo di partecipare ai laboratori e alle attività preferite e diventare più consapevoli della propria difficoltà per poterla superare prima. Tutto ciò tenendo conto che quando si cresce alcune cose si vivono diversamente e questo richiede l’allenamento di una maggiore autonomia, estesa in tutti i campi.

La terapia Residenziale, “Vacanzina”, è un’ valore aggiunto alla terapia individuale che a volte i ragazzi stanno già seguendo e infatti è  nostra premura contattare il terapeuta di riferimento per definire insieme gli obiettivi specifici per il ragazzo. La collaborazione è la strada maestra.

La vacanzina tiene conto anche di questo.

Al fine di poter programmare e valutare il numero di adolescenti interessati alla partecipazione, vi chiediamo di presentare una prima manifestazione d’interesse (entro e non oltre il 10 Giugno) a cui successivamente farà seguito una nostra richiesta più approfondita di dati e informazioni, compilando il form sottostante e/o chiedendo maggiori informazioni a : vacanzina@aimuse.it

Elisa Marchio

Presidente Aimuse Onlus

EMILIA-ROMAGNA. Incontro in-formativo a Lugo (RA) il 23 Marzo 2019

Si terrà Sabato 23 Marzo 2019 a partire dalle ore 10:00 l’incontro in-formativo organizzato da A.I.Mu.Se. e patrocinato dal Comune di Lugo (RA) sul tema del Mutismo Selettivo, presso la Scuola secondaria “F. Baracca” di Lugo (RA) in Via Emaldi 1.

Interverranno per i saluti istituzionali la Prof.ssa Daniela Geminiani, Dirigente Scolastica, la Dr.ssa Agostina Melucci, Dirigente Ufficio X Ambito Territoriale di Ravenna, e l’Assessore all’Istruzione del Comune di Lugo (RA) Fabrizio Lolli.

Parteciperanno come relatori la Referente regionale AIMuSe Chiara Mistri, la Dr.ssa Chiara Vasumini, specialista della Rete AIMuSe presso il Centro di Terapia Cognitiva di Forlì, la psicologa e psicoterapeuta Dr.ssa Margherita Gurrieri, la psicomotricista Fiorenza Paganelli, e infine Franca Turchetti, genitore di una bambina con Mutismo Selettivo.

L’iscrizione è gratuita ma obbligatoria, compilando il form sottostante. Sarà possibile richiedere l’attestato di partecipazione.

Si ringraziano, oltre a tutti i relatori, il Comune e la Scuola secondaria “F.Baracca” di Lugo (RA) per la collaborazione a questa importante iniziativa.

CALABRIA: una chiusura col botto!

Ottima la chiusura d’anno con Aimuse in Calabria.

Ben 4 i seminari tra novembre e dicembre, tutti fonte di grandissima soddisfazione e di speranza per i bambini e ragazzi con le loro famiglie e insegnanti. Un movimento che continua imperterrito a toccare i territori delle provincie della regione e che prepara ad un futuro che crediamo sempre più forte e incisivo.

Stavolta non solo le foto potranno raccontare qualche momento di questi eventi, ma la relazione degli alunni di una quinta classe dell’istituto di Palmi, che hanno assistito al seminario e che chiude questo piccolo resoconto, con un titolo da loro scelto e quanto mai significativo: il frastuono del silenzio.

Niente di meglio per salutare il 2018 col… botto.

AUGURI a tutti

il 9 novembre a Castrovillari (CS)

il 23 novembre a Pizzo Calabro (VV)

il 30 novembre a Palmi (RC)

il 14 dicembre a Trebisacce (CS)

Il frastuono del silenzio

È interessante notare quanto un “semplice” silenzio possa nascondere molteplici sentimenti soprattutto negativi che, il più delle volte, si tende a sottovalutare. Questi possono essere sintomo di un disturbo che, se non affrontato in tempo, lascerà il segno nella vita di chi ne soffre. Da ciò che abbiamo potuto ascoltare, il Mutismo Selettivo è un fenomeno poco conosciuto, e per questo definito “raro”; chissà quanti casi esistono in giro per il mondo che, per la scarsa conoscenza e informazione su questo disturbo, non vengono riconosciuti e quindi dichiarati: chissà quante vite potrebbero o, purtroppo ormai, sarebbero potute cambiare. Abbiamo trovato interessante scoprire “come riconoscerlo” e soprattutto “cosa fare” nel momento in cui lo si incontra: conoscere aiuta a mettersi nei panni di chi è costretto a vivere nella situazione in cui vorrebbe comunicare (che sta alla base di ogni relazione), ma non riesce a farlo. Ci prova con tutto se stesso, ma niente, non ci riesce, e lo abbiamo potuto notare dalle diverse immagini e filmati a noi proposti. Tutto ciò può essere captato dall’inespressività del volto (il caratteristico volto da “vorrei ma non posso”) e anche dalla difficoltà dei bambini o dei ragazzi a mantenere il contatto visivo con l’interlocutore. Inoltre, il termine “Mutismo Selettivo”, come lo definiscono gli esperti, non è propriamente adatto ad indicare questo disturbo, così come spiega la dott.ssa Paola Ancarani, referente A.I.MU.SE. per la Calabria; “selettivo” sta ad indicare che il bambino è come se “selezionasse”, appunto, con chi parlare e con chi non parlare ma, purtroppo, sappiamo che non c’è niente di più sbagliato in ciò, poiché chi ne soffre non è in grado di “scegliere” assolutamente niente. Il termine più adatto sarebbe allora “Mutismo Situazionale”, poiché questo disturbo è propriamente un disturbo d’ansia che si manifesta, quindi, a seconda delle situazioni e di conseguenza del forte impatto emotivo che esse hanno sul bambino. Abbiamo inoltre appreso che non esiste una vera e propria causa, bensì una serie indefinita di cause; la scuola non è principalmente una di queste, ma potrebbe diventarlo a causa di insegnanti insensibili, poco attenti ai problemi degli alunni e soprattutto poco (o per niente) informati su questo disturbo, ma anche perché in essa si richiede la cosiddetta “performance”: stare al centro dell’attenzione, con decine e decine di occhi puntati, magari ad un’interrogazione, ad un compito o soltanto per chiedere di andare in bagno, è ciò che potrebbe “bloccare” il bambino o il ragazzo. Assistendo a questo interessantissimo convegno abbiamo appreso informazioni essenziali e indispensabili su questa condizione legata all’ansia, argomento che, secondo noi, dovrebbe essere maggiormente trattato in classe, assieme a tutte le altre problematiche connesse in qualche modo all’apprendimento: informazioni fondamentali per il nostro corso di studi e per chi come noi, nel futuro, vorrà intraprendere una carriera volta all’insegnamento o, comunque, aperta al mondo dell’educazione.

Palmi, 30/11/2018

Gli studenti della 5a AS:

Concetta Francesca Fondacaro

Aurora Gullo

Elena Camelia Teleasa

Francesco Pio Ceravolo