NUOVO CORSO DI FORMAZIONE PER SPECIALISTI A TORINO

A seguito delle numerose manifestazioni di interesse suscitate dal primo corso di formazione per specialisti organizzato a Roma da A.I.Mu.Se. siamo lieti di informare che si terrà a Torino un nuovo evento formativo dedicato specificatamente ai professionisti del settore.

Il Corso ” MUTISMO SELETTIVO -Quell’ansia che blocca la parola” è organizzato da S.T.P.C. Studio Torinese di Psicologia Cognitiva; direttore scientifico e docente del corso la Dottoressa Emanuela Iacchia, membro del Comitato Scientifico A.I.Mu.Se.

Invitiamo a partecipare tutti gli specialisti che desiderano approfondire e consolidare le conoscenze sul Mutismo Selettivo.

L’estate, per A.I.Mu.Se. è “vacanzina”!

L’appuntamento tanto atteso, anche per quest’anno, è ad Armeno, con i due gruppi “vacanzina”: quello dei bimbi con le loro famiglie e quello dei ragazzi.
I soggiorni del progetto di terapia residenziale intensiva sono organizzati da Medici in famiglia in collaborazione con A.I.Mu.Se.
Abbiamo raccolto le testimonianze di due ragazze, che hanno partecipato lo scorso anno e sono pronte a partire di nuovo verso questa bellissima avventura!

“Come quando si comincia a preparare la valigia un mese prima con la mente proiettata al viaggio.
Biglietti dei treni presi con mesi di anticipo, messaggi del tipo: “ma tu a che ora arrivi? Mi sa che prendiamo lo stesso treno!” e “chi mi accompagna in macchina?”. Fa tutto parte dell’euforia organizzativa, quella forza elettrizzante che fa tanto tanto bene.
Lo so che tutti stiamo facendo il conto alla rovescia in attesa di partire per Armeno. Chi già si conosce e chi si vedrà per la prima volta, per condividere un’esperienza divertente e anche formativa.
Armeno è un tranquillo paesino di montagna, in Piemonte, a pochi km dal lago d’Orta.
Credo che per buona parte dell’anno, gli abitanti di questo Comune convivano con un silenzio quasi surreale. Fino a quando non arriviamo noi. Fino a quando non arrivano le ragazze e i ragazzi della “vacanzina”.
E allora il silenzio è come sostituito dall’atmosfera di un gruppo di amici che si divertono, e quando ci si diverte si fa rumore. E non c’è rumore più bello.
Stai in guardia, Armeno, stiamo arrivando di nuovo con i nostri colori, le nostre risate, le nostre lanterne magiche, le nostre corse in corridoio, le chiacchiere sopra l’armadio, le bombe d’acqua e mille altre cose.
Anche quest’anno sono felice di poter partecipare alla vacanzina, io che ho già superato il mio mutismo ma che ho voglia di condividere le mie esperienze e i miei stati d’animo e sperimentare ancora quella cosa bellissima che si chiama lo stare insieme, una condizione che è già una cura, forse la cura più efficace in certi casi”.
(Romina)

“Ormai è partito il conto alla rovescia e siamo tutti in trepidante attesa di questa nuova avventura, pronti per approdare e animare questa località semi sperduta in provincia di Novara che è Armeno.
Questa è una di quelle esperienze che non si dimenticano così facilmente, se si pensa che magari fino a qualche attimo prima pensavi di essere solo, ti ritrovi con tante altre ragazze come te, un piccolo esercito di persone ms, o ex-ms, perché ci sono anche loro e ti ricordano che ce la si fa.
In sostanza la vacanzina non si può descrivere, è un viaggio, all’inizio anche verso l’ignoto perchè non sai cosa aspettarti e un po’ te la fai sotto, ma alla fine l’ansia diventa divertimento, la condivisione di silenzi e leggeri imbarazzi iniziali diventano chiacchiere fino a notte fonda, corse nei corridoi e spericolate arrampicate sugli armadi. La vacanzina è colori, è mille attività diverse dove secondo me anche gli operatori tornano un po’ adolescenti e riescono a trasmettere una super-carica positiva, e alla fine è trovare una sorta di isola che non c’è, dove con il piacere dello stare insieme si supera tutto. Quindi che dire, con il bagaglio dello scorso anno sulle spalle e un diario di bordo per quest’anno siamo pronti per partire verso nuove conquiste!!!”
(Ale)

Non ci resta che darvi appuntamento a settembre, per raccontarvi com’è andata quest’anno!

Bel pomeriggio a Castrovillari

Come da programma, sabato scorso, il 10 giugno, si è svolto l’ultimo seminario in Calabria prima della pausa estiva.

Nell’accogliente scuola Mamma Chioccia, di Castrovillari, davanti ad un pubblico attento e via via sempre più consapevole, si sono avvicendante la Prof.ssa Raffaella Bosone, che ha aperto i lavori con i suoi saluti, la Prof.ssa Patrizia Pisani, educatrice della Rete A.I.Mu.Se. che ha centrato il suo intervento su B.E.S. e Didattica inclusiva, la Dr.ssa Paola Ancarani e la Dr.ssa Sonia Falcone, che come di consueto si sono integrate per spiegare ai presenti l’importanza di conoscere il Mutismo Selettivo e le buone pratiche per uscirne.

E’ stato bello constatare che ogni volta si crea come una magia condivisa, che lascia tutti quanti più umani e consapevoli di qualche ora prima.

A settembre riprenderemo, per adesso a tutti: buone ferie.

CAMPORA-CALABRIA: Come è andata

Bellissimo pomeriggio a Campora S. Giovanni, in provincia di Cosenza, presso l’Istituto Comprensivo che ha ospitato il nostro Seminario.

Circa 100 le presenze, tutti docenti e qualche genitore, interessatissimi e partecipi.

Dopo l’introduzione della Dirigente, la Professoressa Policicchio, il seminario si è svolto come di consueto, con la relazione della Dr.ssa Ancarani e poi il contributo della Dr.ssa Falcone.

La cosa bella è che ogni volta, nonostante ormai in Calabria siano stati moltissimi gli eventi realizzati, è per noi sempre molto emozionante ed arricchente farne uno nuovo. Anche stavolta è andata così.

Questo è stato il penultimo incontro prima della pausa estiva, il prossimo sarà il 10 giugno e poi a Settembre, come recita una nota canzone: ricominciamo!

Ale, Romy e Mari: tre ragazze A.I.Mu.Se.


Esili, delicate, bellissime tutte e tre, dolcissime.

Si incontrano nel sottopasso della stazione e si riconoscono subito… a loro basta poco, quasi niente. Un gesto appena accennato, un sorriso, uno sguardo. Un respiro più forte, a volte, per dirsi chi sono. Si riconoscono, nonostante le età molto diverse, si scambiano un saluto contento: sono un giovane pezzettino di A.I.Mu.Se., piccolo ma fatto a forma di cuore.

Non so per quale alchimia o strano caso, ma sembra che rappresentino benissimo i tre momenti di superamento del mutismo selettivo: chi parla in libertà, chi inizia a farcela e chi ne è molto molto vicino. Tutte e tre stanno vincendo.

A noi bastano i gesti” sussurra Mari, ma poi risponde ad alta voce a Romy che le parla senza smettere. Ale sorride, no… Ale ride e quella risata, silenziosa, fa un bellissimo rumore di coriandoli.

Vanno insieme verso la scuola dove si terrà il convegno A.I.Mu.Se., sono già amiche e fanno cerchio mentre Romy si dirige, con passo deciso, a chiedere in segreteria dove si trova l’aula.
Vedete, quando si ha un vissuto emotivo e fisico comune, condividere è un attimo, un piccolo attimo di meraviglia che si apre, improvviso, e rende vivo il cuore e crea un legame – parlato, sussurrato, silenzioso – che continuerà nel tempo.
Sono tre giovanissime donne che hanno il coraggio di resistere, esistere e far sentire la loro voce, ciascuna a modo proprio.

E’ stato improvviso, nel sottopasso, quel riconoscimento per il successo meraviglioso di Romy, quello in costruzione di Mari e quello pronto a sbocciare di Ale.
Esili, delicate, bellissime ma forti e coraggiose come vere Donne.

Loro hanno scritto così:

Sabato 29 aprile 2017

(Ale)
Ore 9.00 sono sul treno in direzione Bologna, arrivata al posto vedo subito alcune persone già note per i post su fb e altre che ormai sono le colonne portanti di A.I.Mu.Se., lo spirito e l’aria mi sembrano sempre gli stessi, tutti attenti e con la voglia di condivisione. Iniziano a parlare e come è solito vedo tutti assorbiti dalla carica positiva che traspare da tutti i relatori, alla fine si passa alle domande e una ormai piccola donna si alza per parlare e viene invitata a sedere in cattedra.
Sarà anche per la questione dei neuroni specchio ma, per un attimo, si ha la sensazione che tutti abbiano trattenuto il respiro, però alla fine ci riesce, parla davanti a tutti dando un esempio e un messaggio di forza grandiosa: “si può fare!” come anche Romina che ormai chiacchiera con tutti senza freno.Romina per certi versi è l’esatto opposto di me, ma nonostante questo su alcune cose ci capiamo al volo. È importante anche quando ci confrontiamo e a volte una chiude la frase dell’altra, non mi fa sentire sola e a volte anche più forte.
Un ‘altra cosa che mi ha molto colpito e che poi è venuta fuori è stato anche il rifiuto di Mari dell’aiuto, il voler fare tutto da sé e qui il pensiero va subito anche all’incompetenza di alcune figure professionali che per eccesso di autostima direi, preferiscono fare tutto loro piuttosto che creare una rete che funzioni.
Da questi incontri si torna a casa sempre un po’ cambiati e con una prospettiva diversa, come le mamme che da persone che vedono solo il “figlio con problemi” passano ad essere una via importante per aiutare a superare il MS.


(Mari)
Ho conosciuto una ragazza che non parla con le parole ma parla in altri modi. Quello più bello che ha per comunicare è il sorriso. Quando ci siamo viste ho capito che lei può riuscire a fare uscire anche la voce perché tutti possono, piano piano. Come ho fatto io, non è impossibile bisogna solo provare e poi continuare all’infinito. Certo è un po’ imbarazzante come quando ero davanti a tutti a Bologna, ma ti deve passare, non ci devi pensare, essere sicura che non succede niente e le persone ti ascoltano e non ti giudicano. Anzi con me sono state tutte gentili.
Quindi io so che noi ci capiamo lo stesso e anche di più perché capisco i suoi gesti, noi abbiamo un modo speciale per comunicare, che gli altri non vedono e non capiscono. Ma chiacchierare con la voce sarebbe bellissimo. Quindi spero che ce la farai come ce la faccio io. Da soli è abbastanza facile, ma in due ci riusciamo meglio! In tre, con Romy che parla tantissimo ancora di più!
(La ragazzina che ha parlato al convegno)

 

(Romy)

Io e Alessandra ci eravamo date appuntamento al binario 1 della stazione centrale di Bologna. Da un sacco di tempo aspettavamo quel momento, è stato proprio come lo avevamo immaginato, siamo scese dai rispettivi treni, io dal centro Italia lei da Milano, e dopo un breve ragguaglio su whattsapp “dove sei?”, “sono qui!” ci siamo viste da lontano e corse ad abbracciarci.

Poco dopo incontriamo Marina con Daniela, sua madre, non l’ avevo mai vista di persona ma era come se ci conoscessimo da tempo. Una ragazzina dallo sguardo intenso, che dice tutto.

E pensare che io da piccola credevo di essere l’ unica silenziosa del mondo! Mai avrei immaginato un giorno di poter condividere tutto questo e confrontarmi con qualcun altro. Invece eccoci, tutte e tre sul sedile posteriore di un taxi che ci sta portando alla sede del convegno nazionale Aimuse. Io sono la più grande e quella che adesso non sta mai zitta, le osservo, Alessandra e Marina, e lo so quanta voglia di aprirsi al mondo hanno, così tanta che ancora nemmeno loro se ne capacitano.

Tutte e tre ascoltiamo attente i vari interventi degli specialisti che si susseguono, ogni volta nuovi spunti, nuova luce per poter ricomporre piano piano la sensazione di quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo.
Ad un certo punto è Marina a prendere la parola per parlarci del suo libro, un atto di grande coraggio, parlare davanti a tutti, lei ci riesce e ci fa commuovere.

È stata un’ esperienza bellissima, queste due ragazze mi hanno arricchito tanto e spero anche io di averle dato una speranza, che piano piano si può diventare delle chiacchierone moleste come me che sul treno per il ritorno ho fatto amicizia con un gruppo di ragazze semplicemente intrufolandomi in una conversazione. Cerco di continuo lo scambio e il confronto con gli altri, ma il mutismo selettivo è sempre dentro me e voglio continuare a parlarne.


Romy, Ale e Mari: insieme è meglio!